3 Luglio , 2007

Uscito nelle sale nel giugno 2007, questo film cinese si è aggiudicato il prestigioso premio dell’Orso d’Oro al Festival di Berlino. Le immagini, i colori e la fotografia vanno ben oltre la storia e la sua semplice trama che si rigira intorno alla dura vita di questa donna che vive nella steppa della Mongolia. Tuya è la protagonista che regala passione e movimento a tutto il film, la sua forza e la sua fierezza risplendono di fronte ai restanti personaggi maschili: il marito reso invalido dopo aver tentato di scavare un pozzo, l’ex compagno di scuola insicuro e bugiardo, il vicino di casa pasticcione ed affettuoso. Tuya è madre di due bambini, moglie affettuosa, “uomo” coraggioso che si sobbarca lavori faticosissimi dal pascolo delle pecore, al percorrere ben trenta kilometri per il rifornimento dell’acqua. La città è poco lontana dalla sua casa, ma Tuya sembra vivere ancora all’epoca di Gengis Khan, bisogna scavare il pozzo per avere l’acqua, le candele illuminano le stanze, il fuoco riscalda pentoloni ricolmi di calde brodaglie. L’alcool è l’amico dell’uomo in questa terra arida ed avversa, dove l’escursione termica regala un’estate torrida fino a 40 gradi ed un inverno tremendo fino a meno 50. Il carattere forte di Tuya non sorreggerà la sua schiena compromessa dalla fatica che la costringerà a divorziare dall’attuale marito, per cercarne uno che l’aiuti a sopravvivere. Ma la donna si sposerà soltanto con quell’uomo di cuore che vorrà prendersi cura anche dell’ex marito invalido, una figura importante che fa parte di lei, da cui non si può distaccare senza perdere se stessa. Il suo è un sentimento che va al di là dell’amore. Non ci sono inutili fronzoli in questo film, i valori della vita sono messi a nudo con crudele schiettezza.
Per approfondimenti: Il matrimonio di Tuya
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Pubblicato da Blimunda
22 Maggio , 2007

Consigliato ed assaporato, questo film è una commedia noir ricca di contrasti dal fiato sospeso.
Uscito nelle sale nel novembre 2006, L’amico di famiglia ruota sul contrasto del bello e del brutto che si scontrano e si miscelano per poi invertirsi i ruoli. Il brutto Geremia, interpretato dal bravissimo Giacomo Rizzo, è un usuraio dall’apparente attività di sarto, che s’insinua nelle vite dei malcapitati diventando un ambiguo “amico”, inseparabile nell’esistenza di quest’ultimi, legato da un patto di sangue suggellato dal denaro. La bella Rosalba, interpretata dall’affascinante Laura Chiatti, è una ragazza intelligente e determinata, nel fiore della vita, con un matrimonio alle porte ed un padre che farebbe di tutto per lei, proiettando sè stesso. Il brutto avaro sarà disposto a perdere il denaro per l’amore di lei, la bella ambiziosa sarà disposta a vendere l’anima per il denaro. La bassezza e l’umiliazione sfiorano livelli sublimi. I personaggi sono estremamente caratterizzati, la poesia delle immagini è accompagnata dai colori di un’attenta fotografia, l’incalzante montaggio si dimena in una musica elettronica che non è solo sottofondo. Paradiso ed Inferno.
Attendiamo con trepidazione Divo, il nuovo film del giovane regista in uscita nel 2008, sull’enigmativa vicenda del senatore a vita Giulio Andreotti, soprannominato dalla stampa “Divo Giulio”, prendendo spunto da Giulio Cesare. La storia si svilupperà dalla fine del settimo governo Andreotti fino alla sentenza della Corte di Cassazione che lo condannò ad associazione a delinquere “semplice”, poiché quella aggravata di stampo mafioso (416 bis) fu introdotta nel codice penale soltanto nel 1982, con la legge Rognoni-La Torre. La Cassazione confermò la sentenza di Appello e la concreta collaborazione con la Mafia fino al 1980, ma il reato era già caduto in prescrizione.
Per approfondimenti: L’amico di famiglia
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Pubblicato da Blimunda