Terra dei Puri

30 Dicembre , 2007

Pakistan.

La terra dei puri“, questo il significato del nome.

Una miscela di popoli e razze. Il nome è un acronimo dei differenti stati/patrie/regioni:

  • P=Punjab,
  • A=Afghania
  • K=Kashmir,
  • I=Iran,
  • S=Sindh,
  • T=Turkharistan ,
  • A=Afghanistan e
  • N=Balochistan.

Nel 1988 Benazir Bhutto divenne Primo Ministro, una giovane donna a capo di uno stato musulmano. Una rivoluzione di costumi. Lei aveva solo 35 anni.

Ero in auto il 27 dicembre quando accesi il notiziario radiofonico, quello di Popolare Network. Erano le 19.30, stanca dalla giornata lavorativa mi approssimavo in piccoli movimenti di routine.

La voce dello speaker non arrivò subito, fu un’onda improvvisa a rilento.

Rischiai una manovra pericolosa e piansi.

Un’altro seme di speranza era stato estirpato.

Ne nasceranno altri mille dal suo sangue, ma quanto dolore, troppo.


Delegazione a Gaza 2

27 Dicembre , 2007

Brutte nuove per l’annunciata delegazione a Gaza, il governo israeliano non perde il vizio, neanche di fronte all’autorità straniera di un paese amico:

Una delegazione italiana si è presentata stamattina al valico di Eretz per entrare a Gaza su invito dela resistenza palestinese ricevendo però un secco divieto dal comando militare israeliano e questo nonostante i passi che il governo italiano, per rassicurazione personale del sottosegretario Ugo Intini, aveva compiuto presso le autorità di Tel Aviv affinchè ai nostri connazionali fosse permesso di entrare nella Striscia. Fanno parte della delegazione: Leonardo Mazzei «Comitato Gaza Vivrà» – Fernando Rossi, Senatore – Giovanni Franzoni, Comunità Cristiane di Base – Lucio Manisco, Giornalista ed ex parlamentare – Maria Grazia Ardizzone, Campo Antimperialista – Elvio Arancio, Centro studi cultura islamica di Torino (e collaboratore di www.islam-online.it) – Davide Casali, Fotoreporter, inviato di Infopal.it – Giuseppe Pelazza, Avvocato – Vainer Burani, Avvocato, membro «Giuristi Democratici» – Maria Grazia Da Costa, Operatrice sanitaria – Ugo Giannangeli, Avvocato, onlus «Per Gazzella» – Zeno Leoni, Giornalista – Carmela Vaccaro, Docente universitaria, esperta di acqua – Erika Miozzi, Associazione umanitaria di volontariato «Sumud» – Anika Persiani, Associazione umanitaria di volontariato «Sumud» – Margarita Langthaler «Coordinamento antimperialista Vienna».

Il loro scopo, come precisato in comunicato del Comitato “Gaza Vivrà”, era quello di testimoniare la solidarietà di una parte importante e consapevole della società civile italiana e verificare le condizioni in cui versa la popolazione della città e dell’intera Striscia. In particolare avrebbero dovuto avere incontro con il Primo Ministro Ismail Haniyye, il presidente del Parlamento palestinese Ahmad Bahar nelle cui mani avrebbero consegnato l’Appello «GAZA VIVRÀ», visitato le aree danneggiate dagli israeliani nelle zone di confine, campi profughi, ospedali, scuole ed industrie colpite dall’embargo e dagli attacchi israeliani e il valico di Rafah (dove, come noto, sono bloccate da mesi sul lato egiziano migliaia di persone che non riescono più ad entrare nella Striscia).

Erano previsti anche incontri con le organizzazioni umanitarie, gli studenti universitari e i bambini di una scuola elementare.

la visita avrebbe dovuto concludersi con una conferenza stampa con tutti i media presenti a Gaza per rendere noti i risultati della visita e annunciare le future iniziative congiunte.

Il giorno 27 dicembre la delegazione, di passaggio in Israele, avrebbe avuto una fitta rete di incontri con le diverse organizzazioni sostengono la causa palestinese e combattono l’embargo contro Gaza.

Ora tutto questo è stato compromesso dai carcerieri di gaza, l’esercito israeliano che non tollera che testimoni sinceri possano vedere e riferire le reali condizioni della popolazione della Striscia.

Questa mattina abbiamo raggiunto al telefono alcuni membri della delegazione tra cui il senatore Fernando Rossi che ci ha confermato il rifiuto israeliano. Rossi ha ribadito la solidarietà alla popolazione di Gaza e ha denunciato il comportamento delle autorità israeliane. Il nostro fratello e collaboratore Elvio Arancio ci ha detto: “Gaza è peggio di una prigione, è un vero lager. Nelle prigioni infatti esiste una legalità e viene riconosciuto il diritto dei detenuti. Questo a Gaza non avviene e ad una delegazione come la nostra, pacifica e trasparente, viene impedito di visitare e confortare una popolazione detenuta innocente. Tutto ciò è intollerabile: faremo quanto nelle nostre possibilità per denunciare quest’orrido abuso”.

Al momento sembra che ci sia in programma una manifestazione a Betlemme e una conferenza stampa che ancora non si sa quando e dove si terrà.

Terremo informati i nostri lettori, in tempo reale, per quanto ci sarà possibile.


Guida in stato di ebbrezza

24 Dicembre , 2007

L’art. 186 del Codice della Strada è stato interamente modificato (ed inasprito) dalla Legge 160/2007, di conversione del cd. “Decreto Legge Bianchi”. La nuova normativa prevede:

1. È vietato guidare in stato di ebbrezza in conseguenza dell’uso di bevande alcoliche.

2. Chiunque guida in stato di ebbrezza è punito, ove il fatto non costituisca più grave reato:
a) con l’ammenda da euro 500 a euro 2000 e l’arresto fino a un mese, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 e non superiore a 0,8 grammi per litro(g/l). All’accertamento del reato consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da tre a sei mesi:
b) con l’ammenda da euro 800 a euro 3.200 e l’arresto fino a tre mesi e con la pena accessoria dello svolgimento di un’attività sociale gratuita e continuativa fino a sei mesi, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,8 e non superiore a 1,5 grammi per litro(g/l). La pena può essere sostituita, a richiesta dell’imputato, con l’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita e continuativa presso strutture sanitarie traumatologiche pubbliche per un periodo da due a sei mesi. All’accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da sei mesi ad un anno;
c) con l’ammenda da euro 1.500 a euro 6.000, l’arresto fino a sei mesi, qualora sia stato accertato un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro(g/l). La pena può essere sostituita, a richiesta dell’imputato, con l’obbligo di svolgere un’attività sociale gratuita e continuativa presso strutture sanitarie traumatologiche pubbliche per un periodo da sei mesi ad un anno. All’accertamento del reato consegue in ogni caso la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni. la patente di guida è sempre revocata, ai sensi del Capo I, Sezione I, del Titolo VI, quando il resto è commesso dal conducente di un autobus o di un veicolo di massa complessiva a pieno carico superiore a 3,5 t o di complessi di veicoli, ovvero in caso di recidiva nel biennio. Ai fini del ritiro della patente si applicano le disposizioni dell’articolo 223.

2-bis.Se il conducente in stato di ebbrezza provoca un incidente stradale, le pene di cui al comma 2) sono raddoppiate ed è disposto il fermo amministrativo del veicolo per novanta giorni ai sensi del Capo I, Sezione I, del Titolo VI, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea al reato. E’ fatta salva in ogni caso l’applicazione delle sanzioni accessorie previste dagli articoli 222 e 223.

2-ter. Competente a giudicare dei reati di cui al presente articolo è il tribunale in composizione monocratica.

2-quater. Le disposizioni relative alle sanzioni accessorie di cui ai commi 2 e 2-bis si applicano anche in caso di applicazione della pena su richiesta delle parti.

3. Al fine di acquisire elementi utili per motivare l’obbligo di sottoposizione agli accertamenti di cui al comma 4, gli organi di Polizia stradale di cui all’articolo 12, commi 1 e 2, secondo le direttive fornite dal Ministero dell’interno, nel rispetto della riservatezza personale e senza pregiudizio per l’integrità fisica, possono sottoporre i conducenti ad accertamenti qualitativi non invasivi o a prove, anche attraverso apparecchi portatili.

4. Quando gli accertamenti qualitativi di cui al comma 3 hanno dato esito positivo, in ogni caso d’incidente ovvero quando si abbia altrimenti motivo di ritenere che il conducente del veicolo si trovi in stato di alterazione psicofisica derivante dall’influenza dell’alcool, gli organi di Polizia stradale di cui all’articolo 12, commi 1 e 2, anche accompagnandolo presso il più vicino ufficio o comando, hanno la facoltà di effettuare l’accertamento con strumenti e procedure determinati dal regolamento.

5. Per i conducenti coinvolti in incidenti stradali e sottoposti alle cure mediche, l’accertamento del tasso alcolemico viene effettuato, su richiesta degli organi di Polizia stradale di cui all’articolo 12, commi 1 e 2, da parte delle strutture sanitarie di base o di quelle accreditate o comunque a tali fini equiparate. Le strutture sanitarie rilasciano agli organi di Polizia stradale la relativa certificazione, estesa alla prognosi delle lesioni accertate, assicurando il rispetto della riservatezza dei dati in base alle vigenti disposizioni di legge. I fondi necessari per l’espletamento degli accertamenti di cui al presente comma sono reperiti nell’ambito dei fondi destinati al Piano nazionale della sicurezza stradale di cui all’articolo 32 della legge 17 maggio 1999, n. 144. Si applicano le disposizioni del comma 5-bis dell’articolo 187.

6. Qualora dall’accertamento di cui ai commi 4 o 5 risulti un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 0,5 grammi per litro (g/l), l’interessato è considerato in stato di ebbrezza ai fini dell’applicazione delle sanzioni di cui al comma 2.

7. Salvo che il fatto costituisca reato, in caso di rifiuto dell’accertamento di cui ai commi 3, 4 o 5 il conducente è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 2.500 a euro 10.000. Se la violazione è commessa in occasione di un incidente stradale in cui il conducente è rimasto coinvolto, si applica la sanzione amministrativa pecuniaria da euro 3.000 ad euro 12.000. Dalla violazione conseguono la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida per un periodo da sei mesi a due anni e del fermo amministrativo del veicolo per un periodo di centottanta giorni ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea alla violazione. Con l’ordinanza con la quale è disposta la sospensione della patente, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica secondo le disposizioni del comma 8. Quando lo stesso soggetto compie più violazioni nel corso di un biennio, è sempre disposta la sanzione amministrativa accessoria della revoca della patente di guida ai sensi del capo I, sezione II, del titolo VI

8. Con l’ordinanza con la quale viene disposta la sospensione della patente ai sensi del comma 2, il prefetto ordina che il conducente si sottoponga a visita medica ai sensi dell’articolo 119, comma 4, che deve avvenire nel termine di sessanta giorni. Qualora il conducente non vi si sottoponga entro il termine fissato, il prefetto può disporre, in via cautelare, la sospensione della patente di guida fino all’esito della visita medica.

9. Qualora dall’accertamento di cui ai commi 4 o 5 risulti un valore corrispondente ad un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro (g/l), ferma restando l’applicazione delle sanzioni di cui al comma 2 e 2-bis, il prefetto, in via cautelare, dispone la sospensione della patente fino all’esito della visita medica di cui al comma 8.

Per chiunque, ma soprattutto per chi lavora con l’utlizzo della patente, risulta essere una normativa decisamente aspra e discriminante.

Questa è l’ennesima normativa parlamentare dettata in una situazione di contingenza che apparentemente può sembrare di emergenza, ma che in realtà non lo è affatto.

Non esiste un pericolo imminente alla sicurezza pubblica, altrimenti la legge avrebbe dovuto colpire anche settori di interesse economico più rilevante, come l’utilizzo di automobili che superano di gran lunga i limiti stabiliti dalla legge.

Il mio non è un invito a bere per poi mettersi alla guida, ma sappiamo benissimo che una seplice cena con amici portebbe avere l’epilogo prospettato dalla normativa. E anche se ci si organizza per chi può sacrificarsi e guidare al posto nostro, non sempre questo è possibile. A volte si esce da soli e si rientra da soli.

Ricordiamo che le forze dell’ordine hanno l’obbligo di avvisare che in sede di prova alcolemica si può essere assistiti da un difensore (anche se non implica la nullità della prova stessa) e che il rifiuto alla sottopozione è una mera sanzione amministrativa, sebbene molto cara. Si ricorta in tal senso una recente sentenza della Cassazione penale, sez. IV, 17 ottobre 2007, n. 43405:

A seguito della nuova formulazione dell’art. 186, comma 7, c.d.s., introdotta dal d.l. 3.8.2007, n. 117, convertito con modificazioni da l. 2.10.2007, n. 160, integra mero illecito amministrativo il rifiuto di sottoporsi al test con l’etilometro.
Detta norma ha infatti stabilito un nuovo trattamento sanzionatorio per il reato contravvenzionale della guida in stato di ebbrezza, commisurato alle diverse soglie di tasso alcolemico, mentre è stata depenalizzata (salvo che il fatto costituisca reato) la condotta di chi si rifiuti di sottoporsi all’accertamento del tasso alcolemico.
Posto quanto sopra, con intervento d’ufficio, in applicazione dell’art. 2 c.p. in materia di successione delle leggi, è stata annullata, senza rinvio, la sentenza oggetto di impugnazione limitatamente al rifiuto dell’imputato di sottoporsi all’alcoltest perchè il fatto non è più previsto dalla legge come reato.


Delegazione a Gaza

22 Dicembre , 2007

DENTRO LA STRISCIA
Comunicato stampa


Per la prima volta dopo l’istituzione dell’embargo una delegazione ufficiale italiana di solidarietà sarà a Gaza per Natale.

L’appello «GAZA VIVRÀ», lanciato per porre fine all’embargo israeliano, inizialmente sottoscritto da migliaia di cittadini italiani, nonché raccolto all’estero da numerosi e autorevoli esponenti dei movimenti di solidarietà con il popolo palestinese, è riuscito a spezzare il muro del silenzio eretto attorno a Gaza dalle autorità israeliane.

L’eco della nostra campagna è infatti giunto fin dentro la Striscia.

Venuti a conoscenza della nostra iniziativa e dopo averci espresso sincero apprezzamento, alcune associazioni della società civile di Gaza, raccolte nel «Centro palestinese per la democrazia e la risoluzione del conflitto» ci hanno invitato a recarci nella Striscia.

Raccolto questo invito si recherà Gaza la seguente delegazione:

Leonardo Mazzei «Comitato Gaza Vivrà» – Fernando Rossi, Senatore – Giovanni Franzoni, Comunità Cristiane di Base – Lucio Manisco, Giornalista ed ex parlamentare – Maria Grazia Ardizzone, Campo Antimperialista – Elvio Arancio, Centro studi cultura islamica di Torino – Davide Casali, Fotoreporter, inviato di Infopal.it – Giuseppe Pelazza, Avvocato – Vainer Burani, Avvocato, membro «Giuristi Democratici» – Maria Grazia Da Costa, Operatrice sanitaria – Ugo Giannangeli, Avvocato, onlus «Per Gazzella» – Zeno Leoni, Giornalista – Carmela Vaccaro, Docente universitaria, esperta di acqua – Erika Miozzi, Associazione umanitaria di volontariato «Sumud» – Anika Persiani, Associazione umanitaria di volontariato «Sumud» – Margarita Langthaler «Comitato Gaza Vivrà. Vienna».

La delegazione giungerà a Gaza il 23 dicembre per fare ritorno in Italia il 28.

Saremo quindi a Gaza non solo per denunciare la catastrofe umanitaria causata dall’embargo e verificarne le conseguenze, ma anche per definire i mezzi concreti per aiutare la popolazione di Gaza a resistere.

Su proposta delle associazioni palestinesi la nostra delegazione svolgerà numerose attività tra le quali:

- Incontro con il Primo Ministro Ismail Hanyya

- Consegna al presidente del Parlamento palestinese Ahmad Bahar dell’Appello «GAZA VIVRÀ»

- Visita alle aree danneggiate dagli israeliani nelle zone di confine.

- Visita ai campi profughi.

- Visita ad ospedali, scuole ed industrie colpite dall’embargo e dagli attacchi israeliani.

- Visita al valico di Rafah (dove, come noto, sono bloccate da mesi sul lato egiziano migliaia di

persone che non riescono più ad entrare nella Striscia).

- Incontro con le organizzazioni umanitarie.

- Incontro con gli studenti universitari.

- Incontro con un gruppo di bambini.

- Conferenza stampa internazionale con tutti i media presenti a Gaza per rendere noti i risultati della visita e annunciare le future iniziative congiunte.

Il giorno 27 dicembre la delegazione, di passaggio in Israele, avrà infine una fitta rete di incontri con le diverse organizzazioni che vincendo enormi difficoltà e scontando una dura repressione, sostengono la causa palestinese e combattono l’embargo contro Gaza.

Per leggere e scaricare l’appello, cliccare su: www.gazavive.com