Libano

10 Settembre , 2007

Libano

Non sono mai stata in Libano, ma mi ci hanno portata.

Si affaccia sul Mar Mediterraneo, sulla testa la Siria, ai piedi Israele.

Nella bandiera un cedro fiero e profumato, la moneta è la Lira, la lingua l’arabo contaminato dall’occupazione francofona.

Miscela di popoli.

Sembra così lontano ma non lo è, semplicemente perchè la guerra ci sembra sempre così lontana.

Il territorio ospita campi profughi palestinesi e a guardarlo bene risolleva il dubbio del rientro dei profughi nella loro terra, un rientro reclamato a gran voce.

Ma non c’è solo miseria.

“Nella terra tristemente affranta dai suoi lutti sanguinolenti,
un dio dai due diversi nomi ha seminato le più belle donne del
pianeta.”

La bellezza in uno sguardo, in un sorriso, in un orfanotrofio.

Proprio in un campo profughi, a Nar el bared , ci sono due anime che sanno cogliere tale bellezza in mezzo alla distruzione, la preservano e ne traggono forza per lavorare ed aiutare alacremente.

Sono volontari, lo fanno da una vita, spesso hanno rischiato la loro.

Due stelle danzanti a cui è riservato un posto speciale nel mio cuore.

Da qui non posso far altro che preservare una candela, è una vita che lo faccio per loro, forse davvero qualcuno mi ascolta.

Ovunque proteggi.